Bonus Ristrutturazione 110: come migliorare la classe energetica

Per poter usufruire del Bonus Ristrutturazione 110 per cento occorre migliorare di due classi la prestazione energetica dell'edificio. Scopri come in questo articolo.

All’inizio ha arrancato un po’, per via soprattutto della complessità della parte burocratica, ma ora il Bonus Ristrutturazione 110 ha preso il largo.

A quasi un anno dalla sua introduzione (maggio 2020) l’Enea certifica che sono oltre ottomila (per un valore complessivo di 877 milioni di euro) i cantieri aperti con il Superbonus 110%, la maxi detrazione fiscale che permette di ristrutturare casa a costo (quasi) zero. Dall’inizio del 2021, quando la macchina ha iniziato a rodarsi, il loro numero è raddoppiato di mese in mese.

Da Enea arriva, poi, un dato interessante: in base alle prime proiezioni ed elaborazioni, questi interventi di ristrutturazione, una volta ultimati, garantiranno un risparmio energetico di ben 166mila Megawatt/ora.

L’ambiente ringrazia. E ringraziano anche le tasche dei cittadini, perché migliorare l’efficienza energetica degli edifici significa alleggerire di molto le bollette di gas e luce.

Se ci stai facendo un pensierino, devi sapere che, a meno di ulteriori proroghe, c’è tempo fino a dicembre 2022 (ma solo se i lavori hanno superato il 60% di completamento entro il 30 giugno 2022) per usufruire di questa agevolazione fiscale straordinaria. Per facilitarti nella decisione ecco alcune informazioni su cosa fare in concreto e alcuni consigli su come sfruttare al… 110% l’agevolazione statale.

Bonus Ristrutturazione 110: come si ottiene

La condizione essenziale per accedere al beneficio fiscale dell’ecobonus 110 è che i lavori determinino un miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio. Se questa condizione non si verifica, a prescindere dall’intervento effettuato, non sarà possibile usufruire degli sconti fiscali.

Normalmente, il salto di due classi si ottiene con un mix di interventi, alcuni dei quali denominati “trainanti” dalla normativa (isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate; sostituzione degli impianti di climatizzazione), altri chiamati “trainati” (esempio, la sostituzione degli infissi). Significa che, per esempio, la sola sostituzione degli infissi non rientra tra i lavori agevolabili perché, da sola, non permette il salto di due classi energetiche. Va dunque sempre abbinata, ad esempio, alla sostituzione della caldaia.

Va da sé che nemmeno l’installazione di pannelli solari, se non è abbinata ai famosi interventi trainanti come la sostituzione della caldaia o a interventi di isolamento termico (es. coibentazione del tetto), è agevolabile con il Superbonus 110% (può invece accedere agli altri bonus 50% e 65% ancora in vigore).

Ecobonus 110: gli interventi per l’efficienza energetica

Come abbiamo detto, per migliorare le prestazioni energetiche di un edificio si può teoricamente intervenire su più fronti:

  • sostituire la vecchia caldaia con una più efficiente
  • migliorare l’isolamento termico (tetto e/o pareti)
  • sostituire gli infissi
  • installare i pannelli solari fotovoltaici

Ma solo un progetto ben fatto, a partire dalle caratteristiche e dallo stato di fatto dell’immobile, può stabilire cosa realmente serva per ottenere il miglioramento di due classi energetiche e dunque ottenere il Bonus Ristrutturazione 110. Di seguito ecco alcune delle domande più frequenti che ci vengono rivolte.

FAQ superbonus ed efficientamento energetico

1 – E’ vero che senza fare “il cappotto” all’edificio non si ottiene il salto di 2 classi per accedere all’ecobonus?

Non è sempre vero. Ad esempio, se la caldaia è molto vecchia, abbinando alla sua sostituzione l’installazione di pannelli fotovoltaici e di una batteria di accumulo, nel 99% dei casi si riesce a migliorare l’efficienza energetica di due classi.

 

2 – Posso installare una pompa calore e togliere il gas da casa?  

Dipende. Poiché la pompa di calore estrae il calore da una fonte naturale esterna (aria, acqua o terra) per poi trasportarlo dentro l’edificio, lavora a basse temperature. Questo è il motivo per cui il riscaldamento a pompa di calore è indicato quando si usano i pannelli radianti (a pavimento o a soffitto) e non per i termosifoni (che normalmente per scaldare l’ambiente hanno bisogno di acqua a 60 gradi).

 

3 – Cambiare la caldaia: quante classi si guadagnano? Quanto si risparmia? Quali sono le più performanti? Quanto costano?

Normalmente, già sostituendo una caldaia molto vecchia con una di nuova generazione si riesce a migliorare di due classi l’efficienza energetica dell’immobile. Il risparmio è garantito dalle nuove tecnologie e dai rendimenti altissimi. Il risparmio comunque è variabile e dipende dal tipo di impianto: si va da un 10/20% fino anche al 30/40% (nel caso di riscaldamento a pannelli radianti). 

Le caldaie più performanti oggi esistenti sono quelle a condensazione. Queste caldaie permettono di consumare meno combustibile perché riescono a “trattenere” il calore della canna fumaria e a redistribuirlo nell’impianto di riscaldamento. Mediamente hanno un costo tra i 2.000 e i 4.000 euro.

Molto performanti sono anche le ibride. Come dice la parola, sfruttano due sistemi: quello della caldaia a condensazione, e quindi a gas; e quello della pompa di calore, quindi elettrica. Il costo aumenta: si va dai 7.000 euro in su.

Infine, ci sono le pompe di calore, a funzionamento elettrico. È un sistema di climatizzazione ecosostenibile perché, come detto, sfrutta una fonte di energia esterna per generare calore oppure refrigerare. Qui si parte da 8.000 euro in su. 

 

4 – Come si calcolano le classi energetiche oggi? Cosa cambia rispetto al passato?

Le classi energetiche si calcolano tramite il cosiddetto “APE” (acronimo di Attestato di Prestazione Energetica) e vengono calcolate rispetto al consumo dell’abitazione in kWh/mq/anno. 

L’Ape esiste già da anni: per esempio è obbligatorio allegare questa certificazione nelle compravendite degli immobili

Recentemente però sono state introdotte delle modifiche. La differenza con il passato è che, per quanto riguarda il metodo di calcolo, oggi si deve tenere più conto della quantità di energia rinnovabile prodotta necessaria al fabbisogno energetico dell’immobile (riscaldamento, raffrescamento, acqua calda sanitaria ecc). 

Vale qui la pena ricordare che, ai fini del superbonus 110%, occorre fornire un Ape pre-interventi e un Ape post-interventi.

 

5 – Come funziona la dispersione termica degli edifici? Conviene fare il cappotto?

La risposta la ottieni a colpo d’occhio guardando questa termo-fotografia.

Bonus ristrutturazione 110 - dispersione termica degli edifici

A parte la lungaggine delle pratiche comunali, catastali, di asseverazione e dei tempi di realizzazione, dall’immagine qui sopra si evince che la dispersione maggiore avviene dal tetto.

Il resto della dispersione avviene tramite serramenti inadeguati e, per ultimo, le pareti esterne che di solito, per gli edifici anni 60-80, hanno uno spessore di almeno 30 cm e contengono già un’intercapedine.

Il nostro consiglio è quello di diffidare di chi ti dice che è sempre fattibile e facile da fare! Tutt’altro: deve essere progettato da professionisti esperti e realizzato da aziende strutturate e specializzate che tutti i giorni si misurano con i casi concreti e le relative problematiche legate al “cappotto”.

E diffida di chi ti dice “Sì, si può fare” senza aver fatto uno studio preliminare, che è propedeutico anche al progetto esecutivo e dunque al preventivo. 

È per questo che noi facciamo un sopralluogo gratuito per valutare il tuo caso prima di darti una risposta: non sempre, infatti, il “cappotto” è fattibile o il gioco vale la candela.

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